Lo sapevi che la scelta del corretto rompitruciolo nelle operazioni di tornitura, influisce in modo importante sulla durata dell’inserto, oltre che sulla qualità del pezzo lavorato?

Uno dei primi inconvenienti nelle operazioni di tornitura è legato all’errata scelta del rompiruciolo. Scegliere un rompitruciolo in modo superficiale può dare il via ad una serie di grattacapi non indifferenti, tra i quali l’inefficace controllo del truciolo. Inoltre, ci sono casi limite nei quali la mancata rottura produce un truciolo lungo che tende ad avvolgersi intorno al pezzo in lavorazione. Questo oltre a rappresentare un rischio di usura prematura del tagliente, o addirittura la rottura dell’inserto stesso, diventa anche una difficoltà e una perdita di tempo per l’operatore che dovrà rimuoverlo al termine dell’operazione. Infine, per non farsi mancare nulla, questa criticità può anche arrivare a causare il danneggiamento della superfice del pezzo.

Oggi, i cataloghi dei competitors internazionali propongono un’estesa e differente proposta sul fronte della scelta del rompitruciolo. Tuttavia, anche se apparentemente si possono fare delle scelte discretamente corrette, seguendo le indicazioni dei cataloghi, non sempre le cose possono andare come ci si aspetterebbe. Non di rado capita di avere delle difficoltà nell’intercettare il rompitruciolo adeguato alla specifica lavorazione da eseguire, e di conseguenza i tempi di settaggio della macchina possono subire un prolungamento dei tempi.

Pochi gradi di inclinazione dell’angolo di un rompitruciolo, così come una differenza minima di centesimi di onatura del filo tagliente, possono determinare notevoli differenze sul risultato: sia nel favorire il taglio nel materiale sia nel controllo del truciolo. Ma soprattutto andrà inevitabilmente a influire, sulla qualità ottenuta nel pezzo lavorato.

Quando si riesce a centrare l’obiettivo trovando il rompitruciolo idoneo, l’inserto non produce elevati sforzi nella fase di taglio, ed ha un buon controllo nella formazione del truciolo, riuscendo ad evacuarlo con regolarità, senza interferire durante l’asportazione. Di conseguenza l’inserto sviluppa una graduale e continua usura del tagliente, che diventa ripetibile nelle medesime condizioni di lavorazione, e soprattutto senza che accadano improvvise rotture dell’utensile. Questo consente di fissare, con discreta precisione, dopo quanti pezzi o tempo, il tagliente deve essere sostituito, al fine di evitare la produzione di pezzi con caratteristiche che siano al di fuori delle tolleranze richieste dal disegno del particolare lavorato.

La lega dell’inserto associata alla geometria del rompitruciolo, in combinazione con i corretti parametri di taglio (velocità, profondità di taglio e avanzamento) devono essere considerate come le componenti fondamentali per riuscire ad ottenere delle ottime rese dall’utensile, e soprattutto per evitare sgradevoli sorprese come: usura anticipata, rotture improvvise dell’inserto, pezzi fuori tolleranza e addirittura dei danni alla macchina utensile.

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